Le scelte politiche dei siciliani – parte 1

Parlando di Sicilia, non si può fare a meno di riconoscere come l’isola, negli ultimi anni, stia conoscendo un declino sociale ma soprattutto economico senza precedenti, se non paragonabile forse a quello post unitario e successivamente post bellico. Entrambi i periodi storici furono causa di depressione economica e  di ondate di emigrazione verso l’estero che svuotarono la Sicilia delle sue forze migliori.

La stessa cosa sta avvenendo oggi. La crisi economica che ha
colpito l’Europa, si è abbattuta con forza sulla Sicilia e su un tessuto
economico già fragile che è definitivamente collassato. Provocando una nuova ed
enorme ondata di emigrazione, che sta riguardando non solamente la giovane
forza lavoro, ma intere famiglie di ogni età ed estrazione sociale che si
trasferiscono al nord o all’estero per lavoro.

I mali della Sicilia sono ben noti a tutti e soprattutto ai
suoi abitanti: criminalità organizzata, infrastrutture mancanti o carenti,
eccesso di lavoro pubblico su quello privato, sistemi pubblici come scuola,
giustizia, sanità da terzo mondo, sistema bancario penalizzante ed usurario e
così via.

Da più parti si dice che la colpa è del popolo siciliano che
non ha saputo esprimere una classe dirigente all’altezza ed in grado di guidare
la regione verso la prosperità, scegliendo invece su base clientelare  personaggi che hanno portato l’isola sull’orlo
del baratro. Tutto ciò è indubbiamente vero anche se un analisi del genere
appare superficiale in quanto non tiene conto delle politiche economiche e sociali
nazionali che sin dall’unità d’Italia hanno relegato il sud e la Sicilia ad un
ruolo marginale nel contesto nazionale, tanto che la questione meridionale è
stato uno dei grandi temi mai affrontati veramente del novecento.

Tornando però alle scelte dei siciliani è interessante notare come queste siano state differenti nel corso degli anni ma abbiano però portato sempre allo stesso risultato.

Da quando il Presidente della Regione Sicilia è eletto direttamente dal popolo, nel lontano 2001, il primo governatore è stato il mitico Totò Cuffaro, che ha fatto del clientelismo un’arte. Una scelta da parte dei siciliani dettata soprattutto da sistemi clientelari e feudali, tipiche delle logiche politiche che vigevano fino a quel momento. Tralasciando peraltro gli aspetti legati alla criminalità mafiosa per i quali Cuffaro è stato inquisito e condannato.

Continua…

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