Il ritorno dei Savoia

Quasi tutti abbiamo visto il giovane rampollo Emanuele
Filiberto annunciare con enfasi il ritorno dei Savoia in Italia, ma soprattutto
il probabile nuovo impegno della casa reale nel rinnovare le proprie ambizioni
sul trono d’Italia. A parte che la credibilità di Emanuele Filiberto come re
d’Italia è pari a quella di Cicciolina come monaca di clausura visto il recente
passato del giovanotto che lo qualifica più come personaggio televisivo che
come statista.

A parte che si tratta di mera operazione di marketing a fini
squisitamente commerciali , l’occasione è ghiotta per porre alcune domande sui
Savoia

Stiamo parlando degli stessi Savoia che invasero il Regno delle due Sicilie senza dichiarare guerra e senza utilizzare il proprio esercito ma un manipolo di tagliagole guidato da Garibaldi?

Gli stessi Savoia che depredarono le risorse del meridione
per ingrassare il nord povero e contadino a scapito del sud e delle sue
aziende?

Gli stessi Savoia che rubarono il tesoro dei Borboni, il
denaro e l’oro del Banco di Sicilia e del Banco di Napoli per ripianare i
propri debiti e il disavanzo del regno?

Gli stessi Savoia che schierarono migliaia di soldati per
sterminare i partigiani e la resistenza meridionale e infangarne la memoria definendoli
briganti?

Gli stessi Savoia che utilizzarono la fortezza di
Finestrelle per massacrare migliaia di prigionieri meridionali?

Gli stessi Savoia che tradirono le promesse fatte da
Garibaldi di una equa riforma agraria e che imposero ai giovani meridionali la
leva obbligatoria per ricostituire le fila del loro esercito? Giovani
meridionali mandati a morire al nord durante la prima guerra mondiale.

Gli stessi Savoia che favorirono la nascita e l’affermazione
del fascismo e firmarono le leggi razziali?

Gli stessi Savoia che fuggirono da Roma lasciando l’esercito
italiano senza ordini in piena seconda guerra mondiale  causandone la disfatta?

Se la risposta è affermativa, come penso che sia, direi che
possiamo anche farne a meno.

L’unico Savoia di cui non possiamo assolutamente fare a meno
è invece il dolce al cioccolato da cui prende il nome. Quello si che è
indispensabile.

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