Il nuovo antimeridionalismo

Vittorio Feltri

Sarà un caso, ma da quando Salvini e la Lega sono tornati in
auge, è divampato un antimeridionalismo di ritorno come non si vedeva da tempo.

Inutili personaggi televisivi sembrano fare a gara su chi la
spara più grossa contro il popolo meridionale, e popolari trasmissioni in tv
sembrano divertirsi a sparare a zero contro la Sicilia, la Campania e le altre
regioni del Sud.

Improvvisamente si scopre che in Sicilia c’è la mafia e in Campania la camorra. Si allestiscono servizi televisivi (spacciandoli come inchieste giornalistiche ma che invece sono di costume) con improbabili inviati muniti di microfono e accompagnati da fedeli cameraman con un compito ben preciso: mostrare il lato peggiore di un territorio al fine di sminuirne la valenza dal punto di vista sociale ed economico.

E si guardano bene dal sottolineare come la mafia e la
camorra siano ben presenti a Milano e in tutto il nord dove gestiscono ingenti
capitali provenienti da attività illecite e tacendo sul fatto che la
criminalità non è un problema solamente del meridione ma dell’intera nazione in
quanto fenomeno ramificato in ogni angolo del paese.

In quelle stesse televisioni sguazzano nel fango della
diffamazione, delle menzogne e dell’ignominia, personaggi di ogni tipo, avvezzi
al più becero razzismo antimeridionalista. Giornalisti (se così si può dire)
come Vittorio Feltri sono spesso invitati a lanciare i loro strali ammantati di
parole arzigogolate contro i terroni sporchi e puzzolenti. Critici d’arte come
Fhilippe Daverio sparano in continuazione affermazioni al veleno contro tutti i
siciliani, sentendosi tranquillamente liberi di farlo dato il clima di odio
creato ad arte contro il sud.

Fhilippe Daverio

Conduttori radiofonici e ospiti televisivi come Giuseppe
Cruciani non lasciano trascorrere un giorno senza commentare con disprezzo ciò
che di negativo accade a Napoli e in Campania sottolineando come solo da quelle
parti certe cose possono accadere.

Giuseppe Cruciani

O presunti imprenditori come un tale Gianluca Brambilla che
girano le televisioni (chissà perché poi invitano proprio questi personaggi) a
insultare i napoletani nei giorni pari e i siciliani nei giorni dispari. 

Voglio dire a gran voce che siamo stanchi. Siamo stanchi di
essere depredati di ogni risorsa economica che inevitabilmente confluisce nelle
regioni del nord. Siamo stanchi di non avere infrastrutture come strade e autostrade
o di averle da terzo mondo. Siamo stanchi di un sistema di trasporti che
penalizza la Sicilia e dove un biglietto aereo per la tratta Roma-Londra costa
dieci volte meno di quello della tratta Roma-Palermo. Siamo stanchi di essere
privati delle risorse economiche per le scuole e le università. Siamo stanchi
di vedere sprecati miliardi di euro per infrastrutture inutili come il mose a
Venezia o la Tav in Piemonte mentre al sud non si spende un euro.

E siamo stanchi di essere derisi e insultati da questa
gente.

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