Il Sigillo di Khor

Il Sigillo di Khor, è un romanzo fantasy che  ha come protagonista un giovane uomo di nome Ariel Kennar, un nobile del regno di Aram che un giorno vede la sua vita e tutto ciò che gli è più caro sgretolarsi sotto i suoi occhi. Il Padre ucciso, la sua tenuta di campagna distrutta e i suoi amici massacrati per colpa di un altro nobile alla ricerca di uno strano oggetto custodito dalla sua casata. Da allora il giovane Ariel cercherà in ogni modo di sopravvivere, non per una giustizia che non potrà mai ottenere, ma per una vendetta che rappresenta l’unica scintilla che può ancora tenere in vita il suo spirito lacerato.

Cresciuto nella consapevolezza che solo il coraggio, la forza e l’onore siano i veri compagni di un grande guerriero, il giovane Ariel scopre invece che l’arma più potente che un uomo possa usare è l’inganno.

Il Sigillo di Khor è un romanzo che con un linguaggio crudo e diretto, scava nelle profondità dell’animo umano e mette in luce le fragilità e le debolezze dei protagonisti, riuscendo ad evidenziare quell’universo di ambiguità, di crudeltà e di perversione che anima ciascuno di loro. I protagonisti si muovono continuamente in un vortice di azione, sangue e intrighi che coinvolge il lettore e lo scaraventa in un mondo torbido e cruento nel quale dominano la menzogna e il tradimento, e tutto ciò che sembra essere, non è.

Un libro che catapulta il lettore in un mondo affascinante e feroce nel quale le spade e i soldati sono solo pedine di un gioco più grande, un gioco nel quale la posta in palio è il potere assoluto. All’interno di questo mondo, il giovane Ariel si muove tra inganni e tradimenti, tra intrighi e feroci battaglie con l’unico scopo di trovare le armi di un eroe leggendario del passato e ottenere ciò che gli è più caro: la vendetta!


CITAZIONE
La battaglia divenne un violento corpo a corpo, uomo contro uomo, spada contro spada, con il sangue che si spargeva nell’aria come nuvole funeste e le grida di dolore e di eccitazione che ricoprivano ogni cosa, sopra un tappeto di morti, muti protagonisti e lugubri spettatori della follia omicida degli uomini.”


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